L'Europa dei popoli distrugge se stessa
Europa
di Roberto Tamborini
07 luglio 2016

Una delle diagnosi dominanti delle cause della Brexit degli europeisti è, stranamente, la stessa degli antieuropeisti: l'Europa lontana dai popoli, schiava delle burocrazie tecnocratiche.  E' una diagnosi totalmente sbagliata, che certifica come gli antieuropeisti ora dettino l'agenda politica europea. Leggendo il profluvio di commenti sul risultato del referendum britannico a favore dell'uscita dall'Unione Europea non vi sarà sfuggito che c'è (almeno) una delle diagnosi del fatale evento che mette d'accordo europeisti e antieuropeisti: l'Europa è troppo lontana dai popoli e schiava delle burocrazie tecnocratiche. Peccato che si tratti di una diagnosi totalmente sbagliata,  e il fatto che anche il fronte europeista la sottoscriva rende evidente la gravità della situazione: gli antieuropeisti ora dettano l'agenda politica europea.

 

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Detassazione e welfare dopo il Jobs Act
Lavoro
di Giovanni Di Corrado
07 luglio 2016

L’art. 1, della Legge n. 208/2015, dal comma 182 al 189, prevede un’agevolazione fiscale per tutte le somme che vengono corrisposte a titolo di premio di risultato di ammontare variabile, la cui corresponsione sia legata ad incrementi di produttività, redditività, qualità, efficienza ed innovazione misurabili e verificabili, nonché per quelle somme la cui erogazione è prevista sotto forma di partecipazione agli utili dell’impresa ed è proprio sulla base di ciò che è stato emanato il decreto interministeriale del 25 Marzo 2016.

In particolare, la Legge di Stabilità 2016 dispone l’assoggettamento dei premi di produttività ad una imposta sostitutiva dell’imposta sul reddito delle persone fisiche e delle addizionali regionali e comunali pari al 10%, entro il limite di importo complessivo di 2.000,00 euro lordi annui, che può essere innalzato sino a 2.500,00 euro lordi annui.

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Un dispetto alla Germania che danneggia soprattutto il Regno Unito
Europa
di Francesco Pastore
07 luglio 2016

In un tweet del 25 giugno, Enrico Letta ha notato: “Una chiave per capire voto per #Brexit? Tra gli elettori nella fascia 18-24 ha votato solo il 36%, tra quelli sopra i 65 anni ha votato l'83!” Osservazione acuta! Che sconfessa l’analisi diffusa in precedenza dalla stampa, in realtà poco convincente, secondo cui i giovani erano per il remain[1]. In realtà, i giovani sono quelli che stanno alimentando tutti i movimenti euroscettici d’Europa. Il Movimento 5 Stelle in Italia, podemos in Spagna e i movimenti nazionalistici in Europa centrale sono tutti fatti in prevalenza da giovani. Già alle ultime elezioni europee, sono stati proprio i giovani che hanno mandato a sedere sugli scranni del Parlamento Europeo un cospicuo drappello di deputati euroscettici (25% degli eletti). Si tratta di un fenomeno già notato dagli analisti politici su cui non mi soffermo ulteriormente.


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Privatizzazione senza liberalizzazione? Lo strano caso delle ferrovie italiane
Servizi Pubblici
di Alfredo Del Monte, Richard Price
07 luglio 2016
Il governo italiano sta procedendo alla privatizzazione delle Ferrovie dello Stato. In questo articolo si avanzano delle proposte, anche attraverso il confronto con l’esperienza della Gran Bretagna su come modifiche nella privatizzazione e nel processo di riforma proposto possono apportare sostanziali benefici agli utenti delle ferrovie ed ai contribuenti.
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Il problema delle banche in Italia: ‘‘too little, too late’’
Finanza
di Emilio Barucci, Carlo Milani
07 luglio 2016

La messa in sicurezza del sistema bancario italiano è oramai un tema inamovibile dell’agenda dei governi che si sono succeduti dallo scoppio della crisi finanziaria. L’accordo con la Commissione Europea in merito alla garanzia pubblica sulle emissioni di obbligazioni bancarie e il prospettato intervento pubblico in sede di aumento di capitale per salvare il Monte dei Paschi rappresentano gli ultimi episodi di una lunga saga.

Anche a causa della difficile situazione sul fronte del debito pubblico, i governi Monti e Letta non hanno brillato per prontezza e lungimiranza (basta ricordare l’ostinazione nel non voler fare la bad bank quando ancora le regole sugli aiuti di Stato lo permettevano). Complice la più dura recessione che l’Italia unita abbia vissuto, la ‘‘nuttata’’ non è passata.

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Un rimedio peggiore del male?
Ambiente ed Energia
di Luca Salvatici
06 maggio 2016

Nei giorni scorsi a New York è stato firmato l’accordo approvato in occasione della Conferenza sui cambiamenti climatici tenutasi a Parigi lo scorso dicembre e che prevede di limitare l’aumento della temperatura globale al di sotto di 1,5 gradi centigradi rispetto all’aumento di 4 gradi previsto in mancanza di interventi. Il cambiamento climatico appare particolarmente importante per il settore agricolo visto che le rese sono direttamente influenzate da una serie di variabili fisiche come precipitazioni, temperature, venti, umidità e irraggiamento solare. Il contenimento della temperatura sembrerebbe quindi essere un obiettivo sinergico al miglioramento della sicurezza alimentare nella misura in cui verrà evitata la desertificazione o conseguenze catastrofiche, come quelle derivanti alla crescita del livello delle acque degli oceani.

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Riforma del Terzo Settore e imprese sociali: una sfida che potrebbe aiutare i giovani del Sud
Mezzogiorno
di Federica Roccisano
06 maggio 2016

I passi in avanti fatti in aula al Senato sulla Riforma del Terzo Settore ci dicono che oggi si sta vivendo un momento davvero positivo per il mondo del sociale e per il rafforzamento della cultura dell’economia sociale. Grazie alla riforma curata dal sottosegretario Bobba con l’apporto e la condivisione del mondo del Terzo Settore, infatti, finalmente viene conferito un ruolo centrale a chi opera nel terzo settore e soprattutto si interviene ridefinendo il ruolo di chi vi opera. 

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Il ddl sul lavoro autonomo: dalla tutela della dipendenza alla tutela della persona
Lavoro
di Orsola Razzolini
06 maggio 2016

Il DDL n. 2233 a firma Poletti, che al capo I introduce una tutela del lavoro autonomo, rappresenta una vittoria per l’associazione dei lavoratori autonomi ACTA e per i suoi fondatori, fra cui Anna Soru e Sergio Bologna, che da tempo sollecitano un mutamento di prospettiva: essi chiedono di non essere considerati né lavoratori autonomi semi-dipendenti, destinatari di protezioni minori (v. il caso dei lavoratori a progetto), né imprese la cui attività economica si incentra su un’organizzazione impersonale  e non sulla persona e sui suoi bisogni esistenziali.

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Banche e potere politico: il rischio dei titoli sovrani
Finanza
di Achille Flora
06 maggio 2016

La proposta olandese all’Ecofin dello scorso 22 aprile di assegnare un tetto all’esposizione delle banche in titoli sovrani o d’introdurre un grado di rischio e, quindi, requisiti di capitale per il loro possesso da parte bancaria, ha acceso o riflettori sul rischio insito nel possesso dei titoli pubblici. Come dimostrato dalla crisi del debito pubblico nel 2011/12, partita dalla Grecia ma estesasi rapidamente a Spagna, Italia e Portogallo, il rischio esiste e si trasmette al sistema bancario proprio attraverso il possesso di titoli sovrani.

La crisi del 2011/12 determinò una notevole elevazione dello spread tra i titoli sovrani dei Paesi dell’Europa mediterranea e gli analoghi titoli sovrani tedeschi. Le banche europee fecero incetta dei titoli del debito pubblico nazionale, trasferendo in tal modo l’instabilità del settore pubblico a quello privato bancario. 

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Come dividere il grano dal loglio nel caso dei possessori di obbligazioni subordinate delle banche
Finanza
di Emilio Barucci
06 maggio 2016

La scorsa settimana il Governo ha finalmente varato i criteri per gli indennizzi dei possessori di bond subordinati di Banca Etruria, Banca delle Marche, Cassa di Risparmio di Ferrara e di Chieti. I commentatori si sono divisi tra coloro che gridano allo scandalo in quanto non tutti i risparmiatori saranno indennizzati e coloro (tra questi il Presidente Renzi) che sostengono che si sia fatto il meglio possibile. Nonostante il ritardo accumulato, la ragione sta più con i secondi che con i primi. Vediamo perché.

Partiamo da una constatazione: è molto difficile distinguere il risparmiatore truffato da quello incauto o ignorante che ha investito non valutando pienamente i rischi puntando su un elevato rendimento. 

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Intelligenza Artificiale e Mercato del Lavoro: il nuovo dibattito d’Oltreoceano
Lavoro
di Gabriele Marzano
11 aprile 2016

L’Intelligenza Artificiale sta “esplodendo” in questi anni, in termini di dimensioni e capacità assolutamente impensabili in passato. Aspetti come l’aumento esponenziale della capacità di calcolo informatico, il volume in costante crescita di insiemi enormi di dati (disponibili soprattutto in Internet), l’applicazione di procedure nuove di apprendimento artificiale (es. il deep learning) sembrano risolvere il cosiddetto “paradosso di Polanyi”: “gli esseri umani sanno fare molte più cose di quante ne possono direttamente descrivere“. Molte funzioni inerenti ad attività lavorative complesse vengono così imparate dalle learning machines senza bisogno che gli operatori umani debbano previamente descriverle o codificarle. 

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La difficile missione della ricerca pubblica extra-universitaria in Italia
Scuola e Università
di Achille Pierre Paliotta
11 aprile 2016

La notizia della misurazione delle onde gravitazionali, tramite due interferometri gemelli (Laser Interferometer Gravitational-Wave Observatory, LIGO), è stata annunciata, l’11 febbraio scorso, in contemporanea, in due conferenze stampa tenute simultaneamente negli Stati Uniti, a Washington, e in Italia, a Cascina (Pisa). La ricerca, pubblicata dal “Physical Review Letters”, è frutto della collaborazione scientifica LIGO e VIRGO, che fa capo allo European Gravitational Observatory (EGO), fondato dall’Istituto nazionale di fisica Nucleare (INFN) italiano e dal Centre national de la recherche scientifique (CNRS) francese. 

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